COS'È LA BIODANZA   AMBIENTE ARRICCHITO

IL SIGNIFICATO PRIMORDIALE DELLA DANZA -AMBIENTE ARRICCHITO


IL SIGNIFICATO PRIMORDIALE DELLA DANZA

Attraverso la storia della danza, nella nostra società, è stato evidenziato il forte proposito di formare buoni ballerini, che siano in grado di raggiungere, mediante l’esercizio e l’apprendimento, alti livelli di ottimizzazione nella destrezza e nella bellezza dei movimenti.  Quando il ballerino di danza mette in azione i suoi movimenti, aggiustandoli a necessità estetiche, sta attivando una serie di funzioni vincolate al controllo volontario.  Fra esse possiamo menzionare: movimenti intenzionali, dislocamento cosciente nello spazio, semantica espressiva in relazione a determinati codici gestuali, coordinazione uditivo-sonora e viso-motoria, localizzazione intorno ad altre figure referenziali e relazionate.
Esiste, tuttavia, una possibilità completamente differente che consiste nel trasformare il danzatore in danza. 

Questo percorso è stato realizzato in cerimonie di religioni arcaiche, in alcune danze mistiche e di estasi.  In questi casi l’individuo entra in uno stato vivenciale nel quale giunge ad ‘essere danza’. 

Per ottenere lo stato di trance, che permette al danzatore di arrivare ad ‘essere danza’, è necessario partire da un tonus ‘aperto’ agli impulsi propriocettivi spontanei; uno stato incondizionale e recettivo, libero da qualunque proposito di teatralizzazione. 

In queste condizioni, l’individuo ‘permette’ che la musica si infiltri nel suo organismo e induca lo stato cenestesico-vivenciale. 

‘Essere danza’ costituisce un’esperienza straordinaria, la più potente fonte di rinnovamento ed energizzazione.  Biodanza propone questa possibilità di una danza organica, basata sulla vivencia e non sulla coscienza.

L'AMBIENTE ARRICCHITO

Mediante gli esercizi e le danze, Biodanza genera campi specifici molto concentrati per stimolare i potenziali genetici. 

Una sessione di Biodanza è un "bombardamento" di ecofattori positivi sulla funzione integratrice-adattativa-limbico-ipotalamica.

 Durante lo sviluppo, i fattori di crescita forniscono importanti segnali extracellulari che regolano la proliferazione e la differenziazione delle cellule troncali e delle cellule progenitrici nel sistema nervoso centrale.  Si è notato che nel cervello maturo questi fattori potranno funzionare nella plasticità sinaptica, nell’apprendimento, nell’arricchimento, nell’esercizio e nella neurogenesi (Pham e coll. 1999).

"L'acquisizione abbastanza recente della biologia riguarda la cosiddetta "espressività genica", regolata dai fattori ambientali che si manifestano nel corso della vita. Nuove esperienze e nuovi apprendimenti, e quindi i fattori educativi, possono regolare l'efficacia delle connessioni tra le cellule nervose, intervenendo nel processo di modificazione strutturale e funzionale del cervello" (Alberto Oliverio, Il cervello che impara, pag.10)
    Si crede che la mancanza di espressione genica e di neurogenesi ottima sia associata con la depressione psicologica.  Le nuove teorie sulla depressione maggiore, le cui cause biologiche sono state difficili da spiegare, postulano che potrebbero risultare dalla perdita di plasticità neuronale nell’ippocampo. (Kempermann, 2002).

    Si postula che l’ipotesi che la felicità e le attitudini psicologiche positive, per contrasto sarebbero associate ad una espressione genica ottima che condurrebbe a neurogenesi, cura e benessere (Rossi, 2002).  L’effetto novità-numinoso-neurogenesi è un sistema adattativo complesso che fornisce la base di una nuova neuroscienza per la psicobiologia della psicoterapia.

    I primi studi sugli ambienti arricchiti già riportavano un aumento di neurotrasmettitori come l’acetilcolina.  Si è anche dimostrato che aumenta l’espressione selettiva del gene con il ricettore di serotonina A1.  Il calo di serotonina diminuisce la neurogenesi nella fascia dentata (gyrus dentatus) di topi adulti (Brezun e Dszuta, 1999). 

Recentemente è stato riportato che l’attività fisica può cambiare l’attività di vari sistemi di neurotrasmettitori nel cervello.  L’esercizio influenza i parametri colinergici, e influisce sulla ricezione di colina nell’ippocampo e nella corteccia.  Inoltre, aumenta l’attività dei sistemi oppioidi.  E ancor più, le monoammine come la noradrenalina e la serotonina sono attivate dall’attività fisica.

Vari laboratori hanno studiato gli effetti dell’esposizione ad ambienti arricchiti in condizioni patologiche, di stress e invecchiamento (Zhao, 2000).  In generale, gli effetti dell’arricchimento in condizioni come shock, epilessia e invecchiamento sono benefici. 

L’arricchimento può avere effetti benefici anche sulle condizioni genetiche.  In topi portatori del transgene per la malattia di Huntington, l’arricchimento ritarda il manifestarsi del deficit di comportamento come la coordinazione motoria (Van Dellen, 2000).  Ancor più, è stato dimostrato che l’arricchimento influisce sulla memoria e la neurogenesi in ceppi di topi che si sa essere scarsi nell’apprendimento (Kempermann, 1997).  In questo genere di topi, l’esposizione ad ambienti arricchiti stimola la neurogenesi e migliora l’apprendimento.  Questi risultati mostrano che l’ambiente arricchito può annullare le restrizioni genetiche.

Le ricerche sull’espressione genica relazionata con quelle sulla condotta sono ancora incipienti.  Esiste una classe di geni denominati geni precoci immediati che rispondono significamente in pochi minuti a eventi della vita rilevanti, in modo adattativo.  Si propone l’idea di utilizzare l’espressione di questi geni come ponte fra mente, cervello e corpo (Castes e coll. 1999; Gasser e coll. 1990).  La prova sperimentale dell’effetto clinico della dinamica psicosociale delle terapie mente-corpo potrebbe essere svolta con lo studio delle immagini del cervello, dei chip genici del DNA e delle proteine.

In BIODANZA la nostra finalità è attivare profonde vivencias armonizzatrici, attraverso la danza e gli esercizi di comunicazione di gruppo.  Ipoteticamente, possiamo suggerire che la depressione sia causata dalla perdita, le cui variabili biochimiche, specialmente sul metabolismo cerebrale e sul sistema immunologico, favoriscono l’apparizione dei fuochi cancerogeni.  È evidente che la perdita influisce, in modi molteplici, nei progetti di autoregolazione dell’organismo, aumentando temporaneamente l’entropia del sistema.  Penso che lo stress emotivo forte produca disturbi nei circuiti di integrazione, creando le possibilità di cambiamento e provocando una certa instabilità nei meccanismi regolatori. 

La Biodanza fornisce un metodo che favorisce il numinoso e l’espressione dei potenziali genetici, che non hanno una struttura gerarchica, ma reti che si potenziano. 

 

 

 

 

 

 

 

Sette fattori della Biodanza contribuiscono all’arricchimento delle esperienze umane:

  1. Musica
  2. Danza integrativa
  3. Gruppo: matrice di rinascita
  4. Trance e regressione
  5. Carezza
  6.  Vivencia
  7.  Espansione di coscienza

 Nelle scienze della salute sta emergendo una nuova visione di come si      inter-relazionano le cellule troncali, lo stress, l’espressione genica, la      neurogenesi e la guarigione.
Lo stress a tutti i livelli, dal sociale allo psicologico, al fisico, al traumatico, conduce al danno e all’invecchiamento delle cellule individuali che costituiscono i tessuti e gli organi del corpo.  Il meccanismo generale di recupero da un tale stress, trauma e danno  avverrebbe attraverso le cellule troncali (Fuchs e Segre, 2000).  Tali cellule sono state descritte come la “riserva di madre natura”, dato che, così come le cellule embrionali, trattengono la capacità di esprimere qualsiasi gene che sia necessario per sostituire le cellule danneggiate.  Lo stress, il trauma, il danno e molti tipi di malattia danno segnali molecolari che attivano la sintesi di proteine nelle cellule troncali residenti nei tessuti colpiti.

Il recupero con questo modello di espressione genica è stato documentato in cellule troncali del cervello, del muscolo, della pelle, dell’epitelio intestinale, del midollo osseo, del fegato, del cuore e di altri tessuti.  Inoltre, è stato riportato il ruolo inibitorio degli ormoni dello stress nella neurogenesi (come il glucocorticoide).  In questo stesso modo, sarebbe importante investigare il grado in cui il nuovo, l’ambiente aricchito, l’esercizio fisico possono indurre tale espressione genica.

Questi nuovi principi sono stati presentati come la fondazione psicobiologica della Psicologia Positiva, per dare impulso alle persone ad apprendere ad ottimizzare il proprio sistema naturale di guida interiore, per risolvere i propri problemi attraverso la propria creatività.

Senza dubbio, la mia proposta non consiste solo nel danzare, ma nell’attivare, mediante alcune danze, i potenziali affettivi e di comunicazione che ci mettono in connessione con noi stessi, con il nostro simile e con la natura.  Ma come potremmo cambiare il mondo senza cambiare noi stessi? 


La nostra finalità è attivare profonde vivencias armonizzatrici, attraverso la danza e gli esercizi di comunicazione di gruppo.

La sfida etica è scoprire nuovi metodi di ricerca per l’esplorazione profonda e l’implementazione pratica dei metodi per la riscoperta e la ricreazione della natura umana.  Le forme di psicoterapia praticate attualmente hanno lo svantaggio che sono limitate all’osservabile, il livello fenotipico della condotta.  Si pensa che nel futuro, senza dubbio, saremo in grado di usare lo studio delle immagini del cervello, dei chip genici e delle proteine per comprovare il valore di queste approssimazioni nella facilitazione reale dell’espressione genica, della neurogenesi e della guarigione a livello molecolare.

La musica è lo strumento di mediazione fra l’emozione e il movimento corporeo.  È un linguaggio universale, accessibile a bambini e adulti di qualunque epoca e regione.  La sua influenza va direttamente all’emozione, senza passare per i filtri analitici del pensiero.  La musica stimola la danza espressiva, la comunicazione affettiva e la vivencia di se stesso.  L’organo per sentire la musica non è l’udito, ma il corpo.  L’identità è permeabile alla musica, e quindi può esprimersi attraverso di essa.
Le vivencias indotte dalla musica in Biodanza possono creare ‘effetti’ simili a questi neurotrasmettitori, così come quelli di alcuni ormoni.  Questo significa che alcuni esercizi specifici di Biodanza inducono ‘effetti dopaminergici’, ‘effetti endorfinici’, ‘effetti gaba’, ecc.

La nostra ipotesi è che tali effetti indotti dalla vivencia di Biodanza attiverebbero i circuiti neurologici e le ghiandole per produrre le rispettive azioni neurologiche, endocrine o immunologiche.
Poiché l’organismo umano è un ologramma vivo in permanente trasformazione, le relazioni fra le emozioni, il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario, sono di estrema complessità.

    Studi recenti di genomica funzionale indicano che l’intelligenza umana, la neurogenesi e la crescita del cervello sono plastiche o mutevoli in funzione di esperienze arricchenti che evochino vari modelli complessi e coordinati di espressione genica.  L’esperienza di vita non può cambiare l’eredità biologica dei geni come studiato dalla genetica Mendeliana.  L’esperienza della vita può senza dubbio modulare l’espressione di una certa quantità di geni attraverso il ciclo di vita.  

Ovvero, l’intelligenza e altre funzioni psicobiologiche umane sono relazionate con l’educazione (cambiamenti flessibili nell’espressione genica) in risposta ai cambiamenti che avvengono nell’esperienza di vita tanto quanto la natura (determinismo biologico dell’ereditarietà, che si fissa una volta per ogni individuo durante la riproduzione sessuale.
    Un’approssimazione verso la risoluzione della controversia natura-educazione è ora possibile con il riconoscimento di questo concetto cruciale fra l’eredità deterministica di tutti i geni, rispetto all’espressione di alcuni geni in risposta alle condizioni mutevoli della vita.
    L’applicazione della nuova tecnologia dei chip genici (Brown e Bolstein, 1999), permette ora di approfondire la nostra comprensione di entrambe, la natura e l’educazione delle esperienze e determinare quali geni sono espressi (indotti), quali sono spenti e quali non sono interessati. 
    Da Lee e collaboratori (1999) fu realizzato uno studio illustrante la dinamica genetica dello stress, utilizzando la tecnologia dei chip genici per studiare i cambiamenti di modelli dell’espressione genica durante l’invecchiamento.  Questi ricercatori scoprirono che l’invecchiamento provoca un modello di espressione genica differenziale, con una marcata risposta allo stress e all’espressione diminuita dei geni metabolici e biosintetici.  La maggior parte delle alterazioni furono completamente o parzialmente prevenute dalla restrizione calorica.
    

Fino a poco tempo fa, gli studi erano stati statistici e controversi, dato che la correlazione statistica non prova la causalità.  Con la nuova metodologia dovrebbero innanzitutto essere identificati i modelli specifici di espressione genica associati con le diverse infermità fisiche o psicosomatiche.  In seguito si paragonerebbero le liste di espressione genica associate alle approssimazioni terapeutiche.  Sarebbe un compito molto importante determinare se i metodi terapeutici modulano realmente l’espressione genica nella direzione prossima ai modelli presenti in uno stato di salute normale o ottima.

Se l’atto di vivere è una manifestazione sottile del portentoso movimento di un universo biologicamente organizzato e in permanente ‘creazione attuale’, la creatività umana potrebbe essere considerata come un’estensione di queste stesse forze biocosmiche espresse attraverso ogni individuo.  Siamo, al tempo stesso, il messaggio, la creatura e il creatore.

 

È giunta l’ora di assumere che la nostra grandezza non sia nello spirito, ma nell’esistenza.  E detto in modo ancora più radicale, la nostra grandezza è la nostra vita.  Dobbiamo quindi abbandonare gli approcci della psicologia della creatività, per entrare appieno nella narrativa dello straordinario. 
 
 
 

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La Prof. Gittith Sánchez Padilla, Dottore in Scienze, è professore Associato dell’Istituto di Scienze Biomediche del Programma di Biologia Cellulare e Molecolare della Facoltà di Medicina dell’Università del Cile di Santiago del Cile.
La Dott.ssa Sánchez è   insegnante titolare didatta di Biodanza e fa parte del Gruppo di Ricerche Scientifiche della International Biocentric Foundation.

(1) Tutti i paragrafi riportati in neretto e corsivo sono citazioni del creatore della Biodanza, Prof. Rolando Toro Araneda.

Testo  originale
Bibioteca Biocentrica – Temi scientifici  IBF
Traduzione e ri-elaborazione a cura della Redazione Associazione Biodanza Italia Dicembre  2009

autore: 
Gittith Sánchez Padilla
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